Pizze e caldarroste con "baci al vino"
IL GAZZETTINO
Mercoledì 30 settembre 2009
Diario
Sulla base dei sacri testi, il vino ideale è un giovane rosso, vivace e vagamente abboccato. Come dire una Bonarda, un Lagrein, una Schiava del Trentino. E due devono essere i calici. Di meno suscita tristezza, di più fa confusione. Sentimenti estranei al calore, alla dolcezza e all'abbrustolita fragranza delle caldarroste.
Con la ricomparsa dei pentoloni accesi dai caldarrostai, le sere d'autunno tornano ad offrire questa possibilità di fermare il tempo dividendo la stessa bottiglia e lo stesso sacchetto, colmo di deliziose castagne. Carta spessa, da pane. Dita che, a caccia della leccornia da sbucciare, si sfiorano e, una volta in fondo, si anneriscono incappando negli avanzi più fuligginosi. Un'imperscrutabile, significativa percentuale dei nati di giugno e luglio, oltre che di una madre e di un padre, un pochino sono figli dei marroni consumati un sorriso dopo l'altro fra ticchettii di pendole, tv spente sui titoli di un giallo di Agatha Christie e, naturalmente, sorsi che si mischiano alle labbra. Il bacio al vino è, secondo gli intenditori, infinitamente meglio di quelli, per altro pregiati, all'ananas e al cioccolato.
Una volta fatto il bambino, se fuori si continua a gelare, l'unica è aprire la porta per scaldarsi con le storie di chi viene dentro, e si accomoda accanto a noi. L'importante è, ancora una volta, il vino. Che, assicurano gli esperti, è oggi disponibile in una gamma così ampia di umori e sapori, da non escludere nessun abbinamento. Perfino quelli ritenuti fino a ieri proibiti, o comunque evitabili. A tale proposito, una qualificata delegazione di sommelier, guidati dalla vicentina Mariucia Pelosato, perora senza tentennamenti la causa del Tai Rosso nostrano nella concorrenza da fare alla birra. L'importante è adeguare la pizza all'abbinamento, puntando su ingredienti locali come il tartufo di Marana e l'olio d'oliva dei colli Berici.
Secondo le vie maestre di una cucina che non nasce da una nuda teoria, ma dalla poesia che veste la vita di tutti i giorni. Al Salone dell'Enoturismo, in Fiera a Vicenza dal 23 al 25 ottobre, ne sono così convinti da destinare premi a chi racconterà il festival in rete meglio di altri. Anche se nessun premio avvicina un bacio al vino.
Stefano Ferrio