Il Durello e i consumi quotidiani "Ci sono i numeri per battere lo spritz"
CORRIERE DEL VENETO
Mercoledì 21 ottobre 2009
Il festival in Fiera Produzione in crescita. Bottaro: "Ottimo come aperitivo"
Vicenza - Di sicuro non verrà servito caldo il Durello Doc che domani alle 18 sarà protagonista della serata inaugurale del Festival del Durello 2009. Il brindisi è stato organizzato dal Consorzio Lessini Durello nelle profonde Priare di Montecchio Maggiore, ex cave situate proprio sotto i castelli "di Giulietta e Romeo". Il Durello, vino autoctono di Verona e Vicenza, è il protagonista dell'omonimo Festival che si tiene da venerdì a domenica alla fiera di Vicenza nell'ambito del Salone dell'enoturismo, con un programma fitto di presentazioni di libri, degustazioni e la partecipazione di 16 cantine produttrici del vitigno oltre che di 18 ristoranti che hanno collaborato all'ideazione di ricette da abbinare al Durello. Un prodotto in crescita, secondo i dati del Consorzio di tutela che raccoglie dieci cantine produttrici: nei dieci anni dalla nascita del marchio "Doc" si è decuplicata la produzione, che è passata da 50.000 a 500.000 bottiglie. Ma per un vero boom, il Consorzio pensa di introdurre il Durello nelle abitudini quotidiane, a partire da quella dell'aperitivo. Ambito però dominato dallo spritz, come sa bene il presidente del Consorzio Lessini Durello, Andrea Bottaro: "Il Durello si può proporre come aperitivo autentico e autoctono nelle nostre province - dice il presidente -. Stiamo cercando di contrastare la moda dello spritz: un produttore seleziona le vigne, cura la fermentazione e l'imbottigliamento, e poi ritrova il frutto del proprio lavoro mischiato con qualche alcolico che gli da un po' di colore, ma elimina il gusto e l'aroma del vino". Fare come il prosecco, insomma: "Un prodotto Doc, legato a un territorio e non più ad un vitigno - dice Bottaro -. Dobbiamo valorizzare questo prodotto ancora poco diffuso, confinato in 500-600 ettari di vigneti". Il mercato però non sorride affatto: "C'è un calo oggettivo dei consumi di vino nella ristorazione, mentre tiene il mercato dell'asporto - afferma Bottaro -. La crisi ha colpito in modo duro lo Champagne: alcune Maison hanno avuto cali di vendite del 30 per cento".
Giulio Todescan