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Dibattito sui distillati e la proposta di liberalizzazione. In Fiera in tutto 8.600 visitatori

IL GIORNALE DI VICENZA
Lunedì 26 Ottobre 2009

FESTIVAL ENOTURISMO. Dibattito sui distillati e la proposta di liberalizzazione. In Fiera in tutto 8.600 visitatori

«No alla grappa domestica perché abbasserà la qualità»

C’è chi lamenta calo di pubblico a “Distillerie aperte” e chi invece fa l’esaurito con i tour operator. Ok il Durello: 700 bottiglie stappate

«La legge leghista che vuole liberalizzare la produzione di grappa distruggerebbe il settore e non tutelerebbe i consumatori».
È un no deciso alla proposta di legge che vorrebbe legalizzare la produzione di grappa “fatta in casa”, quella dei distillatori vicentini, riuniti ieri in Fiera in occasione del 1° Festival enoturistico, organizzato da Vicenzaè e da Promoveneto.
All’incontro “Turisti in distilleria, l’esperienza vicentina”, moderato dal giornalista Alberto Lupini, hanno partecipato Vittorio Capovilla, Jacopo Poli, Paolo Brunello, Ivan Dal Toso e Fausto Maculan, delle omonime distillerie ed Elena Schiavon, della distilleria Lidia. «Durante “Distillerie aperte” - afferma Poli - ti accorgi subito di chi fa la grappa in casa. Questa abitudine, che sembrava scomparsa, c’è. La legge porterà danni igienico-sanitari, perché le nostre distillerie sono controllate, ma anche commerciali, perché in questi anni è stato fatto molto per migliorare il prodotto. Il consumatore non ha bisogno di questo prodotto, ma la sensazione diffusa è che sia più genuina, come il vino fatto “co l’ua”. E chi dice che non finisca nelle nostre bottiglie? A me è già capitato di trovarla».
Legata alla “giungla” di distillerie e imbottigliatori è anche la richiesta «di un’etichetta - illustra Capovilla - che nella quale si distinguano produttore e imbottigliatore, che è ciò che fa la differenza».
Tra gli argomenti anche la “battaglia contro l’alcol”, «che - spiega Maculan - per fermare i ragazzi che bevono per sballarsi, prende dentro anche i nostri clienti, che bevono due bicchieri di vino e una grappa e sono assolutamente ! in grado di guidare».
Osservazioni condivise anche da Dal Toso e Schiavon.
Su “Distillerie aperte” l’atteggiamento, invece, è duplice. Da un lato Capovilla, Maculan e Poli, che lamentano un calo dei partecipanti e in alcuni casi atti di vandalismo, dall’altro Brunello. «In questi anni - spiega - abbiamo sempre avuto afflusso, e di recente le persone che vengono sono sempre più selezionate. Da noi, poi, le visite sono tutto l’anno, e avendo la possibilità di ospitare, organizziamo pacchetti di qualche giorno con degustazioni e visite, e un fine settimana di cucina con Gianluca Tomasi, che hanno un grande successo. Basti pensare che settembre e ottobre avevamo tutto pieno».
In generale un'ottima riuscita per la rassegna, che al suo debutto ha registrato in meno di tre giorni 8.600 visitatori. Entusiasta del clima e dell’organizzazione Aldo Lorenzoni, direttore del Consorzio di tutela del Durello, che rappresentava 10 produttori. «Il durello - sottolinea - può diventare importante ambasciatore del territorio, e durante la rassegna abbiamo incontrato pubblico di qualità, sensibile e già competente».
Un debutto col botto per questo vino, al secondo suo festival, che ha registrato nel maxi stand in Fiera ben 700 bottiglie stappate: un dito di vino a tutti, non di più, ma che parli di Veneto e di eccellenza.

 

 

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